Tecniche avanzate di posizionamento

Come automatizzare l'ottimizzazione dei titoli di un sito per migliorare il posizionamento e la visibilità.

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Come ottenere più potere di posizionamento e guadagnare soldi.

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In questa guida viene spiegato un modo utilissimo per avere centinai di backlinks in modo automatico.

Madlib per la moltiplicazione dei contenuti

Tecnica per aumentare i contenuti automaticamente.

Dominare una SERP e Conquistare la TOP 10

Come raggiungere e rimanere nelle prime 10 posizioni dei motori di ricerca.

Come creare un auto-blog

Gli Auto Blog o Blog automatici sono dei blgo che si agiornano da soli. Possono essere usati per generare backlink di qualità e guadagni con pubblicità.
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lunedì 28 settembre 2009

Posizionamento di un sito su Bing


Bing è il nuovo motore di ricerca della Microsoft, e come
precedentemente accennato in un post su questo blog (Ottimizzare per Bing), sta rapidamente
diventando popolare, acquisendo un posto di rilievo tra i motori di
ricerca.

Esistono delle differenze tra Bing e Google, ed è bene tenerle
presente per valutare quali tecniche di ottimizzazione per i motori di
ricerca usare per posizionare un sito su Bing.

Fattori per l'ottimizzazione ed il posizionamento in Bing



- i criteri con cui Bing calcola la link popularity sono basati molto
sulla quantità e poco sulla qualità dei link, per cui conta molto
l'anchor text del link e poco la sua provenienza tematica;

- i meta tag sono molto considerati, quindi è importante avere un
campo keywords ed una description curate e contestuali;

- la keywords density deve mantenere il giusto rapporto tra il numero
di ripetizioni delle keywords e la lunghezza totale del testo

- i contenuti in flash vengono indicizzati in parte maggiore rispetto
a Google, questo ne favorisce la loro indicizzazione su Bing.

- l'anzianità del dominio e la sua autorità (fattore condizionato
anche dalla quantità di visite) è molto importante

- la capacità anti spam di Bing non è evoluta come quella del suo
rivale, ma è comunque implementata, per cui se da un lato è possibile
trovare dei siti che con tecniche spam scalano gli indici di ricerca,
non è garantito che tali metodi risultino vincenti

- i contenuti non vengono inseriti nelle prime posizioni molto
velocemente, perché non è prevista la presentazione dei record in
real time, per questo è molto difficile che si possa avere una nuova
news in prima pagina

- per il tag no follow, e noidex, la situazione non è chiara: ci sono
dei casi in cui il motore segue ed indicizza i link con il tag no
follow e ci sono casi in cui il collegamento non viene indicizzato

- per i fattori on the page il title della pagina rimane al primo
posto, ed i tag H1, H... e gli attributi come alt e title, rivestono
un ruolo fondamentale

venerdì 20 marzo 2009

Dofollow cos'è e come funziona

Dofollow è un termine del web che sta ad indicare un sito che non fa utilizzo del tag Nofollow un attributo del tag hyperlinkcome TITLE, o ALT... Inizialemnte nato per limitare lo spam all'interno dei commenti in un blog, questo attributo rende "non valido" un link per i motori di ricerca, anche se sono diversi i comportamenti di ogni motore di ricerca rispetto al tag nofollow, quello che è sicuro è che non ha un valore per la link popularity.

Non è del tutto inutile comunque ottenere dei link con Nofollow, a fini di traffico per esempio. E se pur non viene attribuito un valore di link popularity è anche vero che motori come google per esempio, anche se non "contabilizzano" i link con il Nofollow, comunque li seguono e può quindi trarre una deduzione di tipo semantico a tali link, e quindi attribuire un Rank semantico di qualità ai link in uscita.

In generale comunque, ottenere dei link tematici senza Nofollow è sicuramente la strategia migliore se si vuole aumentare la propria link popularity. In quest'articolo: Blog comment spam: liste dei blog con Dofollow approfondisco l'argomento.

Il Dofolow quindi sta ad indicare la validità dei link per i motori di ricerca e la certeza che nei link acquisiti non viene utilizzato il nofollow.

Per verificare sempre in ogni pagina se i link presenti sono con nofollow o con dofollow possono essere identificati con l'ausilio del di questo tool per firefox (SEOforFirefox), che, se istallato ed attivo, identifica sempre i link con nofollow evidenziandoli in rosso.

mercoledì 11 marzo 2009

Redirect 301


Il redirect 301: HTTP 301 "Moved Permanently"
serve per direzionare la navigazione da una pagina ad un'altra in modo trasparente e permette di trasferire tutto il rank della pagina sorgente alla pagina di destinazione.

Per esempio, se si sposta o si cancella tutto il contenuto di un blog, di un sito o di una directory, allora tramite il redirect 301, si direzionare tutto il traffico che arriva su queste pagine non più esistenti su altre pagine pertinenti.

Esistono diversi modi per effettuare un redirect 301, vediamoli:

redirect 301 con PHP
redirect 301 con ASP
redirect 301 con ASP.NET
redirect 301 con ASP:NET - VB
redirect 301 con .htaccess (APACHE)
redirect 301 con HTML
redirect 301 con Coldfusion
redirect 301 con Perl



PHP (redirect 301) - torna su^


<?
Header( "HTTP/1.1 301 Moved Permanently" );
Header( "Location: http://www.nuovourl.it/altra_pagina.php" );
?>


ASP (redirect 301) - torna su^


<%
Response.Status="301 Moved Permanently"
Response.AddHeader "Location", " http://www.nuovourl.it/altra_pagina.asp"
%>


ASP .NET - C# (redirect 301) - torna su^


private void Page_Load(object sender, System.EventArgs e)
{
Response.Status = "301 Moved Permanently";
Response.AddHeader("Location","http://www.nuovourl.it/altra_pagina.aspx");
}


ASP .NET - VB (redirect 301) - torna su^


Private Sub Page_Load(object sender, System.EventArgs e)
Response.Status = "301 Moved Permanently";
Response.AddHeader("Location","http://www.nuovourl.it/altra_pagina.aspx");
End Sub



Nel file .htaccess (redirect 301) - torna su^


Si crea un file .htaccess nella stessa cartella radice del server, o in una cartella specifica
nel file .htaccess si scrive :
Redirect permanent http://www.vecchiourl.it/altra_pagina http://www.nuovourl.it/altra_pagina.php



HTML (redirect 301) - torna su^


Se non si ha accesso al server per scrivere il file .htaccess si può usare questo metodo in HTML
<META HTTP-EQUIV=Refresh CONTENT="0; URL=http://www.nuovourl.it/">



Coldfusion (redirect 301) - torna su^


<CFHEADER statuscode="301" statustext="Moved Permanently">
<CFHEADER name="Location" value="http://www.nuovourl.it/">


Perl (redirect 301) - torna su^


#!/usr/bin/perl -w
use strict;
print "Status: 301 Moved Permanantlyn";
print "Location: http://www.nuovourl.it/nn";
exit;



photo credits: booleansplit.

domenica 1 marzo 2009

definizione: SERP

SERP: Search engine report page, con questo acronimo (SERP) si definisce la lista di siti che compaiono in un motore di ricerca per la ricerca di una data parola chiave.

Black Hat: "Il lato oscuro"

Quando si parla di un Black Hat Seo spesso si parla di un vero professionista o ancora più spesso di un insieme di professionisti ;-)
Per quanto lo si critichi, il Black Hat è sicuramente il lato più estremo del lavoro di n Seo, ed a volte, è anche il più difficile.

Il campo di applicazione di un Black Hat spazia in moltissimi campi, ma spesso è legato alla forzatura di sistemi, all'automazione della produzione di contenuti e di link, su diversi siti, forum e social network, sfruttando vulnerabilità dei sistemi presenti nella rete e/o oltrepassando le misure di sicurezza anti-spam che le pagine web presentano, in modo da permettere a software soecifici di poter inoculare link e contenuti in giro nella rete.

Inoltre c'è un gran utilizzo di automazione autogenerazione e duplicazione di contenuti.

I siti che fanno uso di tecniche Black Hat, in genere hanno un ciclo i vita molto breve, ed hanno scopi ben precisi, di supporto e di spinta, a volte anche di appanaggio... servono cioè per depistare ricerche e relazioni tra vari siti.

Sicuramente un bravo Black Hat è anche un ottimo Gray Hat, ma il punto non è questo perchè potrebbe non avere il tempo per occuparsi anche del lavoro del Gray Hat!

Anche in questo caso un Black Hat da può non bastare!

Grey Hat: "la via di mezzo"

Il Grey Hat è sempre collocato nel mezzo, ad una prima analisi sembrerebbe il migliore, il più equilibrato, si copmporta quasi sempre come un bravo White Hat, rispettando le regole, ma alle volte fa qualcosa di scorretto... Cadendo quindi nel lato oscuro, acquisendo dei comportamenti da Black Hat.

In generale, il Grey Hat, anche se esistono delle eccezioni, oltre a seguire la via del cappello bianco, applica alcune tecniche di automazione, duplicazione e autogenerazione di contenuti, creando un gran numero di siti ed ottenendo così una buona matrice di link da sfruttare per posizionare i servizi che preferisce.

Comunque non si avvale di tecniche equiparabili a quelle utilizzate da chi "indossa un cappello nero".

Il Grey Hat, è sicuramente la figura più indispensabile per una massiccia ed efficace campagna di posizionamento, ma non può essere comunque l'unica, spesso infatti il Grey Hat ha una buona se non ottima conoscenza di uno o più linguaggi lato server, un'ottima conoscenza della rete, dei suoi protocolli e dei server, in gnerale insomma risponde ad un profilo più tecnico. Può avere delle carenze nell'ottimizzazione e cura dei contenuti e comunque non utilizza alcune tecniche troppo proibite.

White Hat: "la via del Bene"

Il termine White Hat, applicato a chi opera nel Search Engine Marketing, e quindi nell'ottimizzazione dei motori di ricerca, identifica, una figura professionale specifica, che utilizza solamente metodi considerati corretti sia dalla comunità on-line che sopratutto dai motori di ricerca. Compito reso ancora più facile grazie alle istruzioni per SEO pubblicate dal motore per eccellenza: G00|e! Tutorial Per Web Master.

Un White Hat, per esempio, non farebbe mai uso del google boombing ma neanche di altre tecniche come per esempio il cloking, eviterebbe perfino la duplicazione di contenuti, e l'automatizzazione dei contenuti... Ed in teoria non dovrebbe nemmeno fare compravendita di link.

Il compito di un White Hat, è principalemente quello di ottimizzare le pagine web, gestire e ottimizzare la produzione di contenuti, cercando di ottenere del materiale di qualità che generi link spontanei, poi può avvalersi dell'utilizzo dei social network quali strumenti di promozione e diffusione delle pagine ed in fine potrebbe utilizzare i più noti strumenti per la ricerca di link come i comunicati stampa, l'article marketing ed l'inserimento in directory tematizzate.

Ma quello che un White Hat non può fare, spesso è molto utile, i limiti posti dall'angelico "cappello bianco" sono molti, spesso troppi.